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… ED IMPROVVISAMENTE CI SCOPRIMMO TECNOLOGICI

Monkeybralf

Forse non tutti sanno che la nascita dell’informatica, non è da incasellare negli anni successivi la 2° Guerra Mondiale, bensì, ai primordi stessi delle civiltà mediterranee. Grazie anche alla scoperta di uno strumento di 2000 anni fa, la Macchina di Anticitera, il cui funzionamento è basato sui calcoli astronomici di Archimede di Siracusa, lo scienziato noto per gli specchi ustori e i teoremi tanto cari agli ingegneri navali di tutto il mondo.

Strumenti meccanici, il cui precursore può essere individuato nell’Abaco, hanno subito una continua evoluzione, passando dalla semplice numerazione, contrassegnata da colori differenti, fino ad arrivare a calcoli infinitesimali o infinitamente enormi, tanto da permettere l’evoluzione di scienze come l’architettura, l’ingegneria, la fisica e molto altro ancora.

Come vedete, da questo breve preambolo, il moderno è sempre figlio dell’antico, senza il quale oggi saremmo sempre chiusi nelle grotte dell’ignoranza.

Negli anni passati all’università, dove ho avuto la fortuna di intrattenermi con Professori Premi Nobel, Filosofi e Tecnici dalla conoscenza inaccessibile per me, dai quali ho appreso quanto sia inadeguato sentirsi superiore all’uomo dell’età della pietra; infatti è stato lui a capire l’importanza del fuoco, delle sue applicazioni e proprio grazie ad esso oggi siamo ciò che siamo.

Tornando all’informatica che conosciamo ma soprattutto usiamo oggi.

La finzione cinematografica ci ha fatto conoscere la Macchina di Turing, nel film The Imitation Game, dove questo grande crittografo riesce a svelare e decodificare i segreti di “Enigma”, la geniale macchina crittografica che permetteva ai Tedeschi di comunicare tra di loro durante la II Guerra Mondiale.
Per quanto gli Alleati cercassero di venire a capo del funzionamento di Enigma, non riuscivano a trovare, infatti, la “chiave crittografica” dei messaggi; per capirci meglio gli Angloamericani ascoltavano i messaggi ma non ne capivano il significato, perché apparivano come parole senza senso. La macchina di Turing, un mastodonte di cavi, valvole e rotori, lavorava incessantemente per venire a capo di questi messaggi, senza però riuscirvi; ma ecco che però, a causa dell’autoreferenzialismo di Hitler, bastò individuare 2 parole ricorrenti in ogni messaggio, che l’arcano si dissolvette come nebbia al sole:<<Heil Hitler!>>.Dalle dimensioni della macchina di Turing, di passò in seguito alle ancor più grandi dimensioni, la macchina calcolatore, ovvero il computer implose espandendo infinitamente le proprie capacità arrivando ad essere quegli elettrodomestici, ormai onnipresenti nella nostra vita. Oggi si discute di cosa ci aspetta nel futuro prossimo, dato che l’ultimo step di questa evoluzione ci ha portati alla IA (o AI), l’intelligenza artificiale. Tutto lo scibile umano è in queste due lettere, IA; infatti grazie all’norme quantità di informazioni in suo possesso, è in grado di prevedere e fornire previsioni, al punto che proprio oggi, ci si interroga sui pericoli insiti in questo dilagare di prerogative asservite alle macchine pensanti.

Personalmente ritengo che un passo indietro si dovrebbe fare, in modo tale che l’uomo stesso di possa riappropriare della propria umanità e singolarità, La comodità di avere qualcosa o qualcuno che ci possa esimere dal lavoro, anche il più umile, dall’inventiva e soprattutto dalla creatività, alla fine diverrebbe come il troppo zucchero nei dolci, rendendo amaro il sapore di ogni alimento. Nella Trilogia della Fondazione, Isaac Asimov, scienziato e scrittore di fantascienza, immaginò un mondo dove tecnologia e macchine operavano per l’umanità, rendendola schiava degli stessi schiavi tecnologici, portandola vicino all’autodistruzione della nostra civiltà.

Vi fa venire in mente qualcosa? Vi aiuto! L’impero Romano, ad esempio, i grandi imperi in generale, l’universo stesso, potrebbe essere preso ad esempio, dato che la legge fisica che ci dice che qualsiasi cosa che sale, prima o poi scenderà, per assonanza, qualsiasi cosa si ampli, prima o poi imploderà, proprio come l’universo.

Non abbiate paura della tecnologia, dosatela e non dimenticate mai la vostra fisicità; faticate, sudate e pensate, non lasciate che lo facciano gli altri, t

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Monkeybralf

Pensionato, impegnato nella ricerca di uno spazio dove poter dire e fare ciò che più lo soddisfi, spadroneggiando con la propria indole e fantasia in un mondo accanitamente avvinchiato ad uno pseudo perbenismo da esibire per far parte di un club di ipocriti.

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