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ESISTONO I SANTI ANCHE IN TERRA E SONO LE BRAVE PERSONE

Monkeybralf

Oggi è il 29 Luglio 2026, e si festeggiano i SS Pietro e Paolo, ovvero le colonne su cui si basano le mura della Chiesa Cattolica e l’opera umana della sua Dottrina.

Benché personalmente mi professi agnostico, dentro di me non posso fare a meno di desiderare che esista qualcosa o qualcuno di superiore, e spesso, prescindendo dal retaggio della nostra cultura, mi soffermo ad immaginare che la santità s’irradi anche da quelle persone solo all’apparenza rudi e blasfeme.

Io ho conosciuto una di queste persone, ed era un uomo che ha lasciato questo mondo il 27 Marzo 1985, e lo ha fatto nella maniera più dolorosa e violenta che si possa immaginare, morendo di cancro. Le sue urla entravano dentro e solo ora capisco quanto fosse, per lui, l’unico modo per chiedere aiuto, un aiuto che nessuno di noi poteva dargli, né tantomeno la medicina.

Il suo nome era Pietro, ed oggi si celebra il suo nome.

Conobbi Pietro nel 1961, erano passati pochi mesi da quando io e mia madre arrivammo a Roma. Mia madre, appena ventitreenne, rimasta vedova a soli diciassette anni di mio padre, morto in Sicilia in quel di Lentini, morto sotterrato dalla frana di un pozzo artesiano, appena diventato padre di un bambino di solo sei mesi, la lasciò sola nella Sicilia degli anni ’50. Mia madre un Carabiniere fatta donna, scontrandosi con una mentalità antica, mi prese per mano e salendo per la prima volta su di un treno, mi portò in questa Meraviglia dell’Umanità che è la capitale della civiltà occidentale.

I due s’incontrarono sul lavoro di sartina, o come si usava dire allora di “capponaia”, ovvero addetta alle riparazioni che venivano fatte sugli abiti acquistati in un negozio di via Salaria. Mia madre, lo dico con l’orgoglio che solo un bambino di 6 anni potrebbe avere parlando della propria mamma, era senza dubbio molto bella, siciliana ma bionda e soprattutto coi capelli mossi ed alta 170 cm, abituata a calzare tacchi da 7/10 cm. Bella e con un carattere ispido, fece certamente colpo su Pietro che, lasciatemelo dire era “chiodo con le scarpe”; magrissimo e soprattutto simpatico, pronto nella battuta come siamo a Roma, e soprattutto un ottimo professionista della sartoria, che insegnò a mia Madre, quello che le sarebbe servito in tutta la sua vita per diventare un’ottima artigiana.

Non ci vollero molti mesi affinché il carattere di quell’uomo facesse braccia nel carattere di mia madre, che non lo nascondo è sempre stata arcigna nei modi e impietosa nelle opinioni, eppure i due s’innamorarono… ed IO?
A me piaceva Pietro, mi portava in Vespa, mi metteva davanti e mi insegnò a mettere le marce, come non potevo ammirarlo e soprattutto ad arruolarlo come Padre?

Pietro entrò nelle nostre vite, e benché io non lo chiamassi mai papa, come lui avrebbe desiderato, il 27 Marzo 1985, alle ore 21.00 un altro mio papà morì, quello che mi crebbe, che ebbe da me molte delusioni e soprattutto nessun riconoscimento per i suoi sacrifici, mi lasciò e ancora lo piango, anche se nessuno mi vedrà mai farlo; ma questo è un altro racconto.

Buon Onomastico Pietro.

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