Sarà poi vero che da anziani si torna un po' bambini?

IL PENSIONATO

è tutto extra time

Solitamente ad una certa età si è felici di andare in pensione. Quando questo accade, è quasi certo che si verrà accompagnati da un frasario ricorrente del tipo:
·         Beato te che finalmente te ne starai senza far niente;
·         Siamo contenti che vai in pensione, chissà se noi ci andremo;
·         Cerca di non dimenticarti di noi, vienici a trovare.
Ma non è finita qui!

Dirigenti e Responsabili vanno ben oltre.Questi, infatti, con fare paterno e costernato, oltre agli auguri di rito aggiungono una devota ed ossequiosa manifestazione di invidia:“Vorremmo essere al Suo posto, chissà quante belle cose farà con la sua pensione, e noi invece qui, costretti a lavorare ancora di più, specialmente ora che lei ci lascia per il suo meritato, anche se prematuro riposo. Sarà difficile trovare qualcuno che possa sostituirla”Sarà vero?

Paolo Villaggio aveva descritto, con il suo stile grottesco, l’esistenza dell’impiegato medio, del suo percorso, e dell’inevitabile oblio.

In definitiva tutto ciò che resta al pensionamento è solo la presunta gratitudine per il lavoro svolto, manifestata da una semplice patacca, oppure da una più semplice pacca sulla spalla.
Solitamente questo accade a chi ha operato nella P.A. oppure in grandi aziende organizzate in modo eterogeneo e piramidale; ma ci sono altre categorie che potrei raggruppare in coloro afferenti alla “Partite IVA”.

Per questi solitamente non ci saranno né cerimonie, né pacche sulle spalle, ma solo il silenzio intorno a loro; l'assordante silenzio rotto solo dal rumore di chiave che girerà nella serratura di una serranda, che si abbasserà per l’ultima volta. In quel momento, e solo allora, l’artigiano, il negoziante, il libero professionista, si renderà conto di aver riposto in una scatola la propria “arte”. 
Da quel momento in poi sarà libero, si, libero d’incamminarsi per una strada in ombra, domandandosi con un misto di smarrimento e nostalgia: “E ORA?”