Monkeybralf
Il 30 Luglio 1938 nasceva in una casa, povera e ormai diroccata, la donna che ha segnato nel bene e nel male la mia vita, e della quale oggi ricorrerebbe il suo 88mo compleanno.
Sono certo che la vita di questa Mamma Bambina, sia stata tra le più difficoltose che io abbia mai conosciuto in assoluto. I sentimenti nei confronti di mia madre sono stati sempre contraddittori e alternanti tra amore incondizionato e rabbia, ma sempre in assoluto di ammirazione. La storia di questa donna non è facile da raccontare, nata in una famiglia matriarcale, dove la sopravvivenza era dipendente da un’altra donna dal carattere possente, ovvero mia Nonna, moglie di un uomo rimasto cieco ad un occhio, o, come si diceva a quel tempo, orbo, che a causa di una scheggia infilatasi nell’occhio, non poté più lavorare, ed ammalatosi mori troppo presto, lasciando la famiglia in uno stato di povertà oggi non più riscontrabile nel nostro paese, ma che ritroviamo nei migranti che arrivano dal profondo sud sahariano. Mia madre, una bambina bionda, non certamente somigliante allo stereotipo della femminilità Sicula del tempo, corse il rischio d’essere comprata dai soldati tedeschi che al tempo erano di stanza nella Sicilia. Mia nonna minacciò addirittura quei soldati con la vanga con la quale lavorava un piccolo appezzamento di terra… una storia nella storia comunque, della quale potrei parlarne successivamente.
Tornando a mia madre, è facile immaginare, quindi, quanto possa essere stato difficile crescere in una famiglia in quelle condizioni, dato che, unica femmina, doveva accudire i fratelli, soprattutto il più piccolo, che sarebbe sempre rimasto nel suo cuore come un figlio più che un fratello.
Un giorno accadde, come succede ancora oggi nei paesini, che un gruppo di “ragazzacci” a bordo di una Topolina, mitica macchina della FIAT, arrivassero in paese da quello vicino, e tra di loro c’era mio padre, un ragazzo di 18 anni, alto, con uno sguardo penetrante,
il quale, accortosi di questa ragazzina di 15 anni, immediatamente la corteggio, al punto che dopo poche settimane di viaggi tra Lentini e Francofonte, nell’ultimo la fece rapire, compiendo quindi la fantomatica “fuitina” che porto entrambi di fronte a un sacerdote, il quale dovette chiedere al vescovo la “Dispensa Papale”, e tutti i permessi del caso affinché, entrambi minorenni, potessero sposarsi.
Il matrimonio venne celebrato a Lentini nel 1953, mia madre mi partorì il 21 Luglio 1954, nove giorni prima del suo sedicesimo compleanno, e rimase vedova il 5 Febbraio 1955, a soli 17 anni; da quel momento iniziò per Lei un’altra fase della sua vita che la portarono purtroppo a vivere in un perenne rancore e infelicità, mai sopito.
Auguri Mamma
